Il cocciopesto torna al Cersaie: un ritorno alle origini

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Il cocciopesto torna al Cersaie: un ritorno alle origini

Torna al Cersaie il cocciopesto: back to the origins

Il cocciopesto, non è uno strano termine usato da archistar per far colpo sui clienti, ma fa parte della nostra storia e della nostra cultura è un ritorno alle origini, al tempo dei romani.

Quest’anno è tornato protagonista al Cersaie 2018, una delle più importanti fiere del settore ceramiche, il “Salone internazionale della ceramica per l’Architettura e l’Arredo Bagno”.

Qualche giorno fa ci è capitato fra le mani un catalogo, stampato da noi nel 2016, della Opustone, azienda statunitense che commercializza pietra e ceramica per l’architettura, con sedi a Miami, Fort Lauderdale e Jacksonville (USA).

Questo catalogo non è patinato. A prima vista sembra un blocco per gli appunti a grandi quadretti, come quelli che si usano per fare schizzi di arredamento, ma è di design, molto innovativo, con tutti i dati tecnici che servono, belle foto d’interni e disegni accattivanti.

Nell’ultima pagina c’è il titolo di un tipo di mattonella scritto a caratteri cubitali, COCCIOPESTO, seguito dal sottotitolo, questo ovviamente in inglese, Back to the origins ovvero Ritorno alle origini.

 

Un ritorno alle origini

 

E’ proprio di un ritorno al passato che parliamo, perchè i romani avevano inventato un tenace composto a base di mattone triturato legato con malta, da cui il nome “coccio pesto”, che stendevano per fare i pavimenti delle ville ed impermeabilizzare vasche di fontane o terme.

Per renderlo più bello e ancora più solido c’inserivano anche tessere di mosaico, creando disegni geometrici, oppure frammenti di pietre e marmi colorati, in modo casuale, come questo travato ad Ercolano.

 

cocciopesto

 

Era nato così un altro tipo di pavimento, tornato molto di moda nel Rinascimento, quando si riscoprì la romanità, e diventato famoso con il nome di “terrazzo”.

I principali architetti rinascimentali utilizzavano il cocciopesto ovvero il terrazzo per rivestire i pavimenti delle più importanti reggie, palazzi e ville d’Europa.

Un architetto in particolare, Andrea Palladio, utilizzò il terrazzo per la sua villa più importante, la Rotonda di Vicenza, e da quel momento questo tipo di pavimento è noto anche con il nome di “palladiana”.

 

cocciopesto

 

In Italia alcune aziende realizzano ancora il cocciopesto – terrazzo o palladiana che dir si voglia – stendendolo esattamente come facevano gli antichi romani e cospargendolo di frammenti di pietre e marmi.

Altre aziende invece espongono al Cersaie le più comode mattonelle in gres 24 x 24, caratterizzate da innovative soluzioni tecniche, ma che recuperano un’idea antica ed efficace, ancora visibile in tante case romane e sopravvissuta al trascorrere del tempo.

 

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